Ho sempre avuto la sensazione di vivere un po’ tra le cose.
Tra ciò che sono e ciò che il mondo si aspetta che io sia.
Tra la luce e l’ombra, il movimento e la quiete, ciò che rimane e ciò che inevitabilmente passa.
Forse è anche per questo che fotografo.
Sono natə a Napoli, dentro un nome e un’identità che non mi appartenevano del tutto. Ho dovuto attraversare me stessə per trovare, finalmente, il luogo in cui riconoscermi.
La fotografia è diventata il mio modo di stare nel mondo.
Mi ha salvatə nei momenti in cui non sapevo come salvare me stessə.
È stata una porta aperta nei periodi più bui, un luogo in cui poter respirare quando tutto sembrava troppo stretto.
Attraverso una macchina fotografica ho imparato a guardare di nuovo.
Un volto incontrato per caso.
Una figura che attraversa una strada.
Il mare, un corpo, una statua, un animale.
Una luce che dura soltanto qualche secondo.
Piccole cose.
Eppure, a volte, è proprio nelle piccole cose che la vita trova il modo di ricordarci di esserci.
Fotografare, per me, è questo:
raccogliere frammenti di vita prima che scompaiano, custodire ciò che mi emoziona, dare una forma a quello che non sempre riesco a dire con le parole.
La fotografia mi ha salvatə.
E continua a farlo.
Forse è per questo che continuo a fotografare.
Per ricordarmi che, anche nei giorni in cui la vita sembra perdere la sua luce, da qualche parte esiste ancora qualcosa che vale la pena guardare.